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Agosto, vacanza mia ti riconosco

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Se però la spesa estiva viene rapportata a quella sostenuta durante l’anno sempre nel contesto turistico che è pari a 97 miliardi di euro (al lordo del turismo di affari), il quadrimestre del solleone risulta in linea con gli altri due quadrimestri. Infatti, l’estate, pur generando il 60% delle presenze turistiche annue, sviluppa un fatturato più contenuto in quanto il turismo balneare, prodotto maggioritario in questa parte dell’anno, secondo il centro studi Fipe, è generalmente più economico. A questo si aggiunge il fenomeno di ritorno delle seconde case, ospitalità da amici e parenti o alla scelta di alloggi più informali come campeggi e camper che consentono di abbattere la spesa destinata alla vacanza. Il fatto che solo una vacanza su quattro abbia l’albergo come riferimento per la notte e che il 72% della spesa estiva, cioè 23 miliardi di euro, siano da attribuire alla domanda interna confermano che a tenere contenuta la spesa dell’estate sia proprio la scelta dell’alloggio. Sempre secondo il centro studi Fipe, nei dieci giorni di durata media delle vacanze si spenderanno mediamente 665 euro a persona. Dunque, a far girare gli affari in estate sono soprattutto bar e ristoranti: colazioni, aperitivi, bibite, gelati, pranzi e cene faranno circolare poco meno di otto miliardi di euro, 2,5 in più di quelli destinati all’alloggio in alberghi e altre strutture ricettive. Non a caso la tavola imbandita continua a richiamare l’attenzione degli stranieri e a far desistere gli italiani dal valicare il confine. Ma se questi sono i dati economici, altri dati solo legati ai comportamenti. La nuova tendenza dell’estate 2010 è la scelta dell’analcolico a cui sono dedicate anche delle sagre. Udine (Torviscosa), Bergamo, Trieste, Gorizia, Firenze, Latina sono fra le città in cui i bicchieroni grandi, colorati, pieni di ghiaccio, pezzetti di frutta e ombrellini stanno diventando i protagonisti di queste serate. Secondo i barman, i long drink a base di mango e papaya hanno un tocco di esotico e attirano l'attenzione molto più dei banali bicchieri di birra o addirittura degli anonimi bicchieri con i super alcolici. Secondo gli esercenti “spesso vengono ordinati da chi vuole fare colpo sugli altri. L'attenzione è attirata dalla bevanda e di rimando va su chi la sta bevendo”. Altre iniziative particolari riguardano la gastronomia. Soprattutto in Toscana si sta rafforzando l’investimento sulla ristorazione per esaltare anche il valore aggiunto che la cucina dà all’alimento tipico del territorio. «La qualità della ristorazione è il punto di forza del turismo – afferma Lino Enrico Stoppani, presidente Fipe – ed è basata su ingredienti di prima scelta e su un’attenzione accurata verso il cliente. La scelta di mettere il consumatore al centro dell’attenzione degli esercenti andrebbe però maggiormente sostenuta dalla politica e ricompensata nella scelta dallo stesso consumatore».


L’ESTATE VALE 32 MILIARDI DI EURO

Bar e ristoranti sono il comparto turistico più importante per spesa e attrattività

 

Il turismo estivo (giugno-settembre) vale 32 miliardi di euro sui circa 97 complessivi, al lordo del turismo d’affari. Il solo mese di agosto genera una spesa di circa undici miliardi di euro a cui si devono sommare i nove miliardi di luglio, i sei di giugno e gli oltre cinque di settembre. L’estate, pur generando il 60% delle presenze turistiche annue, sviluppa un fatturato più contenuto in quanto il turismo balneare, il prodotto maggioritario in questa parte dell’anno, è generalmente più economico.

Prevalgono le seconde case, l’ospitalità presso parenti ed amici e altre forme di alloggio meno onerose come campeggi, camper e via di seguito. Solo una vacanza su quattro ha l’albergo come alloggio di riferimento. Ovunque si vada la durata media della vacanza sarà di circa 10 giorni, con una spesa giornaliera per presenza turistica di 66,50 euro.

Il 72% della spesa turistica estiva, pari a 23 miliardi di euro, è dovuta agli italiani a conferma che il successo o l’insuccesso della stagione dipende dalla domanda interna.

In termini di spesa bar e ristoranti si confermano il primo settore turistico. In colazioni, aperitivi, bibite, gelati, pranzi e cene i turisti spenderanno, durante l’estate, poco meno di otto miliardi di euro, 2,5 in più di quanti andranno per l’alloggio in alberghi e altre strutture ricettive. Un’altra importante voce della spesa dei turisti è lo shopping (abbigliamento, oggettistica, ecc.) quantificabile in 5,5 miliardi di euro. Non trascurabili le spese per l’affitto di immobili (11%) e per l’acquisto di prodotti alimentari (la spesa quotidiana per chi sceglie di stare in casa) il 12,7% della spesa complessiva.

Tre miliardi di euro circa se ne andranno in attività ricreative, in prevalenza discoteche e stabilimenti balneari.

I pubblici esercizi confermano il proprio decisivo ruolo nel mercato turistico italiano oltre che sul piano economico anche su quello della capacità di attrazione dei turisti. Tra i principali motivi di soddisfazione della vacanza in Italia i turisti stranieri indicano al primo posto, insieme al patrimonio storico-culturale, proprio la ristorazione. E la ristorazione è il primo fattore di scelta per i turisti stranieri che vengono abitualmente in Italia.

La distribuzione della spesa turistica per tipologia


valori % valori in mld.euro
pubblici esercizi 24,3 7,7
shopping 17,6 5,5
alberghi 16,2 5,1
agricoltura/alimentari 12,7 4,0
locazioni 11,0 3,5
trasporti 8,6 2,7
attività ricreative 8,4 2,7
altro 1,1 0,4
TOTALE 100,0 31,6

 

Fonte: elaboraz. C.S. Fipe su dati vari

 

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